L’ampiamento del Canale incoraggia gli investimenti nei porti degli Stati Uniti

Canal-de-Panamá Obras-de-ampliaciónL’ampiamento del Canale incoraggia gli investimenti nei porti degli Stati Uniti

Kathryn McDermott, Vice Direttrice esecutiva del gruppo di sviluppo di affari portuale americano, ha annunciato che l'autorità portuale di Los Angeles, il più attivo della nazione, investirà 1,15 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, mentre il floridano di Palm Beach, che si colloca al secondo posto, ha già progetti previsti per il prossimo decennio per un valore di 4 miliardi di dollari.
Secondo Lee Peterson, del gruppo di progettazione, per il porto di Palm Beach si prevede l'espansione di un molo dove potranno attraccare alcuni dei cargo più grandi del mondo. Tutto quanto sopra si sviluppa a ritmo accelerato tenendo conto che l'allargamento del Canale di Panama raddoppierà entro il 2015 la dimensione massima dei cargo che può ricevere, abbassando i costi per unità e offrendo un incentivo per spostare i prodotti asiatici direttamente a est e al sud degli Stati Uniti.
Come parte dei piani di sviluppo il porto di Los Angeles già è diventato il primo porto marittimo dell'America del Nord e del bacino del Pacifico ad adottare il programma internazionale di aria pulita, che premia le aziende di navigazione per accedere al porto con navi più nuove e meno inquinanti. Il Consiglio dei Commissari Portuali di Los Angeles ha formalmente approvato il programma Environmental Ship Index (ESI), che entrerè in vigore il 1 luglio.
L'ESI è uno strumento basato sul Web e sviluppato da World Ports Climate Initiative (WPCI), un progetto dell’Associazione Internazionale dei Porti e Terminali (International Association of Ports and Harbors, IAPH).
Sebbene le emissioni di particolato diesel (DPM) e ossido di zolfo (OSx) delle imbarcazioni che arrivano al porto di Los Angeles si siano ridotte del 68% e 74%, rispettivamente, tra il 2005 e il 2010, Los Angeles ritiene che l'ESI è un'altra misura importante per incentivare la costruzione e l'uso di imbarcazioni con emissioni meno inquinanti nelle rotte commerciali transpacifiche.
Il porto di Palm Beach (nella contea con lo stesso nome) si trova a Riviera Beach, in Florida. Il distretto portuale ha un'area di 971 miglia quadrate, circa il 50% della zona di Palm Beach County. Il porto di Palm Beach è solo a 80 km a nord di Miami e 135 miglia a sud di Port Canaveral. Dispone di 91 metri di largo navigabile, tre schede, quattro moli marginali e due rampe di carico ferrate e un terminal per navi da crociera, e diventa il quarto porto di container più attivo in Florida e il diciottesimo negli Stati Uniti continentali
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La CE chiede a Panama di contrastare la pesca illegale.

pescailegalLa CE chiede a Panama di contrastare la pesca illegale.

Secondo fonti governative, Panama prepara una risposta formale alla Commissione Europea (CE) al fine di aggiornare l'agenzia sui progressi che il paese presenta per contrastare la pesca illegale. Rómulo Roux, responsabile degli Affari Esteri, ha detto che molti dei punti presentati nel rapporto della CE e in cui Panama ha collaborato e ha rispettato le regole, sono obsoleti.
Roux ha detto che, anche se non sono d'accordo con alcuni aspetti dichiarati nel documento, accetteranno le raccomandazioni proposte dalla CE e si continuerà con il dialogo.
La scorsa settimana, il Commissario Europeo per la pesca, María Damanaki, ha giudicato insufficiente l’impegno di otto paesi, tra cui Panama, in materia di pesca illegale.
Autorità sia del settore privato sia del Governo assicurano che le navi che hanno violato le zone di pesca di Panama sono navi internazionali che battono bandiera panamense, un paese che mantiene un registro di 8.144 navi.
Inoltre, Roux ha sottolineato che in nessun momento il settore dell'esportazione di frutta subirebbe conseguenze negative per una sanzione contro Panama, ma ha anche avvertito che ciò non accadrà.

La grande sfida di Panama: sviluppare le zone logistiche

 

logisticaLa grande sfida di Panama: sviluppare le zone logistiche

Panama è riuscita a diventare leader nelle operazioni portuali in America Latina, ma ora la grande sfida è sviluppare aree di logistica per istituire centri che consentono di dare un valore aggiunto al carico che arriva ne porto.
Tenendo conto che l'area del Pacifico ancora ha terre disponibili, gli esperti dicono che Panama ha tempo per sviluppare aree logistiche in tali zone.
Anche se l'Autorità del Canale di Panama (ACP) promuove la costruzione di un porto container nella zona di Corozal, la Panama Ports Company (PPC) ritiene che questi terreni sarebbero più utili per stabilire una zona logistica o un’area di movimentazione.
Sulla base dell'esperienza di altri paesi come in Jabel Ali, Dubai e in Rotterdam, Paesi Bassi, PPC afferma che è più conveniente sviluppare aree logistiche accanto a molto vicino ai porti per abbassare i costi di trasporto.
"Queste aree hanno avuto successo perché hanno raggiunto il minimo costo nella circolazione delle merci, poiché hanno il porto molto vicino" spiega il Manager di PPC, Luca Versari.
A Panama, uno dei primi operatori portuali a sviluppare aree logistiche è stato Manzanillo International Terminal, che opera nel porto di Coco Solo, Colon. In questo settore si sono stabilite diverse aziende che aggiungono valore ai loro prodotti, come per esempio la società Caterpillar, che ripara macchinari per poi ridistribuirli nella regione.
Ora, nella zona del Pacifico, Balboa, che ha raggiunto un grande sviluppo dopo 15 anni di operazioni, non ha lo spazio necessario per sviluppare aree logistiche. "L'idea di fare un porto a Corozal, Diablo, non è male, la domanda è qual è il posto migliore dal punto di vista di una vera logistica" dice Versari.
Ma allo stesso tempo, il Manager di PPC, Luca Versari, avvisa che "se il porto si sviluppa in queste aree, potrà avere successo perché c'è una domanda sufficiente, ma non sarebbe la strategia giusta".
Panama ha il vantaggio geografico come rotta per il trasporto merci; tuttavia, c'è il rischio che queste aree logistiche si stabiliscano in altre strutture portuali che sono nella regione, come Kingston, Giamaica, Puerto Limon in Costa Rica o Cartagena de Indias, Colombia.
"Il proprietario del carico si sposta verso il luogo più economico", sottolinea Versari riferendosi alla possibilità che le aziende navali cercano altre destinazioni diverse da Panama.
Nel Pacifico è importante una zona logistica, perché è il lato che dà la faccia all’Asia, zona dove oggi si produce la maggior parte delle merci a causa del basso costo del lavoro. Ciò diventa un vantaggio affinché Panama decida di sviluppare aree logistiche.

La comunità italiana a Panama

italiani-a-panamaLa comunità italiana a Panama

Nonostante ancora oggi diverse e costanti campagne mediatiche internazionali cerchino di descrivere Panama con aggettivi negativi, continuando in un tentativo disperato di isolamento quale paradiso fiscale per eccellenza, gli stranieri che vi approdano sono sempre di più. Non sono da meno gli italiani a Panama, che rappresentano per il Paese la seconda maggiore comunità internazionale, dietro solo a quella spagnola, precedendo inglesi e tedeschi nella classifica dei residenti.
La comunità italiana a Panama è numerosa e diversamente sfaccettata, variando di molto, senza alcuna prevalenze, la tipologia di occupazione trovata una volta giunti sul posto.
Gli italiani a Panama sono imprenditori nel settore turistico e della ristorazione, ma anche industriali e, sempre in numero crescente, titolari di aziende economiche nel terziario, ma anche lavoratori dipendenti e pensionati, che decidono di usufruire dei privilegiati programmi governativi di accoglienza e cambiare, decisamente in meglio, la propria vita.
La comunità italiana a Panama è laboriosa ed arricchita da diverse decine di grandi aziende e marchi italiani, che negli anni hanno deciso ed intrapreso collaborazioni internazionali tese proprio a fruttare le incredibili potenzialità di un’ economia florida ed in costante ascesa.
Panama, situata strategicamente al centro del continente americano, accoglie giorno dopo giorno, sempre più italiani, decisi a sottrarsi alla crisi internazionale e ad un’ iniqua imposizione fiscale, che vanifica di fatto il lavoro ed i sacrifici, mortificando centinaia di famiglie, spingendole sull’ orlo della povertà.
Gli italiani a Panama hanno creato dal nulla vere e proprie attività commerciali e multinazionali, garantiti nei fatti e non solo con vuote parole, dai numerosi istituti di credito locali, pronti a supportare imprese e attività nella difficile e rischiosa fase dello start – up.
Ecco perché sempre più cittadini decidono di rinfoltire le fila della comunità italiana a Panama: agevolazioni fiscali ed un contenuto costo della vita, consentono ai nostri connazionali di vivere finalmente, abbandonando le strade percorse della sopravvivenza; un territorio che fornisce servizi e restituisce le poche tasse trattenute, sotto la migliore forma possibile: costante attenzione e miglioramento della vita.
Anche il mercato immobiliare è sicuramente abbordabile, tanto nelle locazioni che nelle vendite: gli italiani a Panama devono disporre di liquidità nettamente inferiori, a parità d’ immobile, se vogliono acquistarne uno.
La qualità dell’ambiente circostante e una serie di concause geografiche uniche poi, hanno fatto si che la comunità italiana a Panama crescesse anche grazie al turismo, rivalutato ed incentivato nell’ ultimo decennio, a tal punto che moltissimi connazionali, dopo un viaggio di piacere nel territorio panamense, hanno programmato e deciso di trasferirsi qui definitivamente, sottraendo ad un futuro incerto i propri figli e le proprie famiglie.
Panama è dunque un paradiso, ma la locuzione non è esclusivamente legata al fatto che la tassazione sia agevolata; Panama ha in sé un insieme di fattori e qualità positive tali da far crescere, nel giro di vent’anni, la comunità italiana presente nel Paese, fino a renderla una realtà stabile ed economicamente attiva, variegata e capace di dare grandi soddisfazioni al nostro Paese.


La partnership commerciale tra Italia e Panama

italia-panamaPartnership commerciale tra Italia e Panama

Panama è un mercato complesso, fatto di dati empirici e statistici da interpretare; basa la propria economia fondamentalmente sul terziario ed i servizi, ricavando dalle attività riconducibili a tale ramo del commercio gran parte del proprio prodotto interno lordo. Somme molto importanti per l’economia, provengono dai diritti di passaggio all’interno dell’omonimo canale; incisive a tal punto che Panama ha in procinto, entro il 2014, di raddoppiare i passaggi giornalieri, consentendo la navigazione anche alle imbarcazioni che oggi, a causa dell’eccessivo tonnellaggio, non possono transitare.  La storia di Panama è contrastata e fatta di alti e bassi, tra conquiste internazionali, accordi bilaterali e documenti programmatici che, dopo qualche anno, l’hanno portata ad essere riabilitata a livello internazionale grazie ad alcune importanti riforme fiscali. L’Italia ha sempre tenuto un atteggiamento di forte collaborazione commerciale con lo Stato centro americano, attestandosi nelle primissime posizioni, sia per quanto riguarda l’export, che per quanto concerne, in alcuni settori definiti, un attento import. L’interscambio commerciale Italia – Panama ha delle basi solide, radici salde dovute alla massiccia presenza di italiani, che da diversi anni hanno fatto della City caraibica, il centro dei propri affari internazionali. Attualmente l’Italia occupa la 17° posizione quale fornitore, con un giro d’affari pari a 86 milioni di dollari nel 2011 ed un trend in costante aumento e più che raddoppiato rispetto allo stesso dato del 2007. Invertendo le parti, Panama produce per Roma un controvalore in milioni di dollari pari a poco più di venti, attestandosi all’ottavo posto. L’incremento dell’interscambio commerciale Italia Panama, è dovuto anche alla profonda diversità dei settori merceologici di competenza delle rispettive economie; la prima avanzata nella manifattura e la produzione industriale, l’altro nella fornitura di servizi e in attività specifiche e tecniche legate al territorio. Se infatti si va a snocciolare il dettaglio della bilancia commerciale e degli scambi, oro, banane, prodotti ittici e frutta sono le materie che per quantità e valore, spiccano nelle esportazioni verso l’Europa; a parti inverse, Panama approvvigiona ingenti quantità di combustibile, macchine ed apparecchiature meccaniche, autoveicoli e apparecchiature elettriche. Gli scambi internazionali sono favoriti anche dalla forte propensione, da parte del Governo di Panama, all’abbattimento delle barriere commerciali ed alla liberalizzazione di diversi settori, che comportano l’applicazione di tariffe doganali esigue se non nulle, sicuramente tra le più basse del mondo. Rimane quasi assente la presenza di investimenti finanziari in Italia, così come le scommesse economiche in terra latina da parte di aziende italiane dalle dimensioni medio – grandi; tra le più importanti troviamo Enel e Decal, la prima impegnata nella produzione di energia elettrica e la seconda al bunkeraggio e stoccaggio di combustibili fossili; una fetta sempre maggiore di saldo della bilancia commerciale invece, è rappresentato dalle numerosissime attività edili che svolgono gli italiani a Panama, complice anche un’impennata della richieste da parte del mercato abitativo e commerciale. Gli italiani a Panama hanno permesso anche un ottimo sviluppo delle attività turistiche, che dalle ultime statistiche hanno prodotto, nel solo 2011, più di due milioni di visitatori, contro il mezzo milione di qualche anno fa. Questo è un ulteriore segnale positivo in un’economia che, nonostante la crisi internazionale, viene promossa dalle agenzie di rating e può vantare un indice di capitalizzazione e di solvibilità, dei propri istituti bancari, superiore del doppio, rispetto agli omologhi europei.

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